Italia: tra critiche e malumori, che destino ci aspetta?

March 10 2015 by Matteo Grigatti Print This Article

Non se lo aspettava nessuno, o forse, qualcuno si. Nel nostro editoriale di inizio febbraio, ci eravamo distaccati dalla linea di pensiero comune che vedeva la trasferta in Kazakhstan come una trasferta di piacere.

Favoriti, lo eravamo. I numeri dicono questo. Lo eravamo ancor di più dopo i primi due giorni, quando si erano rispettati, bene o male, tutti i pronostici della vigilia ed avevamo l'opportunità, con un "doppio match point" di chiudere i conti la domenica.

Se Seppi ha un po' deluso di fronte allo spauracchio kazako Kukushkin, apparso tuttavia a tratti ingiocabile, poco si può appellare a Fabio Fognini. Il ligure, chiamato a salvare la patria, ancora una volta "ci ha messo la faccia". Non nelle condizioni di forma migliori, Fabio si era, di comune accordo con Corrado Barazzutti, defilato dal primo impegno per lasciar spazio a chi, più di lui, si trovava in condizioni consone al poter vincere. 

Sulla situazione di 2-2 però, il capitano ha preferito lui a Bolelli, che nella prima giornata era apparso un po' sottotono e forse frenato dall'emozione.

Una scelta per certi tratti coraggiosa, quella di Barazzutti, ma ancor più coraggiosa è stata la scelta del capitano del Kazakhstan, che ha deciso all'ultimo di mischiare le carte in tavola togliendo Golubev e mandando in campo Nedovyesov, numero 130 del mondo.


Il kazako ha giocato un match perfetto, pagando soltanto l'emozione nel quinto set, quando si era trovato a condurre di due break, prima di ritrovarsi sotto 4-5. Lì è stato bravo, poi, a rimettersi in carreggiata, vincendo i successivi tre giochi regalandosi la vittoria più bella della sua carriera.

Poco da dire a Fabio Fognini, seppur bersaglio delle critiche più feroci per aver perso con un giocatore classificato oltre cento posizioni dietro di lui. Il numero 1 italiano ha giocato, tra mille difficoltà del caso, un match più che dignitoso, ha lottato ed ha mostrato il suo attaccamento alla maglia, oltre al peso delle responsabilità.

I media, tuttavia, non hanno fatto nulla per mascherare il proprio disappunto contro il ventisettenne di Arma di Taggia. Proprio Fognini si è ritrovato in un attimo ad essere il maggior indiziato come "male italiano". Barazzutti? Seppi o Bolelli? Chi gli altri "colpevoli" di questa debacle?Tutti e tre i nostri ragazzi hanno perso una partita. A pesare di più, come un boomerang, è stata ovviamente la sconfitta di Fognini che ha determinato l'eliminazione dell'Italia. C'è chi parla di un cambio di guida tecnica, chi già della fine di un ciclo. Di certo, dopo la splendida semifinale dell'anno passato, gli appassionati italiani si erano abituati bene. Ma la Davis è anche questa, e occorrerà ripartire proprio dai valori positivi messi in campo in questa tre giorni.

L'attaccamento alla maglia, la grinta, l'unione del gruppo, sono questi gli ingredienti da cui si dovrà ripartire a Settembre per evitare nuovamente la "serie B". Nello spareggio per rimanere nel World Group, qui di seguito, fino ad ora, le possibile avversarie.

Per adesso oltre alla Colombia ed alle otto squadre perdenti al primo turno dello scorso weekend, compresa l'Italia, ci saranno altre sette squadre che mirano a salire in serie A, che usciranno dalle vincenti delle sfide del prossimo luglio tra: Russia-Spagna, Austria-Olanda, Romania-Slovacchia, Polonia-Ucraina, Ecuador-Rep.Domenicana, Uzbekistan-Corea del Sud, Nuova Zelanda-India.
 

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L'autore dell'articolo

Matteo Grigatti

Ex giocatore ed appassionato di tennis, lega la sua esperienza nel settore in particolar modo a Fabio Fognini, di cui ne dirige, dal 2007 al 2013, il sito web ufficiale. Porta poi avanti il progetto nel ruolo di vice-direttore del sito stesso, affiancandone la cura dell'immagine in ambito Social Network. Nel frattempo si dedica alla collaborazione con alcune riviste online specializzate quali Tennis.it e la sua edizione cartacea Tennis Oggi. Dal maggio 2014 entra a far parte del team Crionet.