Bogotà, l'alma de Colombia

by Francesco d'Amato Print This Article

Fondata nel XVI secolo dal conquistatore spagnolo Gonzalo Jiménez de Quesada, Bogotà è la capitale della Colombia. Con i suoi oltre 9 milioni di abitanti è la terza città più popolosa dell'America Latina. Sorge in altura, a 2600 metri di quota, e fino al 1998 il suo nome ufficiale era Santa Fé di Bogotà. Da sempre centro culturale e artistico del Paese è sede del primo osservatorio astronomico del Sudamerica, fondato dallo scienziato Jose Celestino Mutis. Se fino a 20 anni le faide fra le diverse fazioni del crimine organizzato tenevano i turisti lontani da Bogotà e dalla Colombia, ora questa tendenza si è invertita, grazie a una maggior tutela nei confronti dei visitatori e massicce campagne di comunicazione. Così sono nati tantissimi nuovi hotel, alcuni extra lusso, e la città si è specializzata nel settore dei meeting congressuali. Ogni anno quasi 1,5 milioni di turisti fanno tappa nella capitale. Le principali attrattive sono il centro storico (La Candelara), i grandi parchi botanici, il planetarium, il Museo dell'oro del Banco della Repubblica e il Museo Botero, in cui ammirare oltre alle opere del maestro colombiano anche tele di Monet, Picasso e Degas. Il cuore della città è la Piazza di Bolivar, circondata da palazzi rappresentativi di vari stili ed epoche architettoniche: la Cattedrale, la Cappella del Sacrario, il Palazzo dei Cardinali, il Palazzo Liévano (sede del municipio) ed il «Capitolio», sede del Parlamento.

Il Club. Il Challenger si gioca sui campi dell’American Tenis Club, fra i più prestigiosi della città. Si trova nella zona universitaria di Bogotà e dispone di 9 campi in terra battuta all’aperto e altri 2 indoor dentro una tendostruttura permanente. All’interno del club c’è anche un ristorante, un bar, una palestra con sauna e un’area per il running. 

Ticket. Ingresso gratuito ma si poteva accedere alla struttura solo su invito da parte dell’organizzazione e della direzione del Club. 

Hotel. Quello ufficiale è il BH USAQUÉN, in uno dei quartieri più residenziali di Bogotà. La struttura è di recente costruzione e ha 53 stanze fra standard, deluxe e suites. L’arredamento è moderno e le camera hanno tutte il wifi, l’aria condizione, la tv a led via cavo e un servizio di frigobar. 

Trasporti. Giocatori e officials hanno un servizio di trasportation (2 van) a disposizione da e per l’American Tenis Club. Le partenze avvengono ogni ora per tutta la mattinata e riprendono dal pomeriggio. Il traffico caotico di Bogotà allunga i tempi di percorrenza fino a 70-80 minuti. L’alternativa è il taxi che in Colombia è davvero economico. L’aeroporto internazionale di Bogotà è a circa un’ora di taxi dalla città e la tariffa è concordata in partenza.

Food & Drink. Mangiare a Bogotá sarà piacevole. La cucina della Colombia, infatti, non è molto diversa da quella mediterranea, perché basata su prodotti della terra, ricca di verdure e frutta. Elementi caratteristici sono i fagioli, le patate, il mais, l’avocado, il cocco e le banane. Il piatto tipico di Bogotá è l’ajiaco santafereño, che altro non è che una minestra preparata con pollo, patate, mais e servita insieme a panna e capperi. Altre specialità, che si trovano in quasi tutti i ristoranti della città, sono la sobrebarriga (si tratta di un piatto di carne cotta al forno e in umido accompagnata da una specie di purea di patate lesse chiamato chorriada) o il puchero, una ricetta preparata cuocendo insieme carne, cavolo, patate, banana verde e zucca. Per un drink dopo cena consigliamo uno dei locali simbolo di Bogotà, Andres Carne del Res, con 2 locali: uno nel cuore di Bogotà e l’altro a Chia, poco fuori città. Il locale dopo cena si trasforma in una discoteca. Da provare l'Aguardiente, il liquore tipico colombiano a base di anice.

Francesco D'Amato

Giornalista professionista dal 2003. Dopo aver lavorato per 2 anni a Cagliari nella redazione sportiva di Tiscali, dal 2002 ritorna a Roma dove si è trasferito a 19 anni per frequentare l’università. Nella Capitale cura prima l’ufficio stampa di Acciari Consulting, poi lavora in un’agenzia di stampa parlamentare. Vanta una collaborazione di 15 anni con la Federtennis nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia. Entra in Crionet nel 2009, cogliendo al volo l’opportunità di tornare a occuparsi di tennis a tempo pieno.