Santo Domingo, perla delle Antille

by Francesco d'Amato Print This Article

Capitale della Repubblica Dominicana, Santo Domingo de Guzman è il più antico insediamento  coloniale del mondo. Il primo europeo a stabilirsi lì fu l’esploratore Bartolomeo Colombo, fratello del più noto Cristoforo, nel 1496, durante la spedizione che li portò alla scoperta delle “Indie occidentali”. Oggi sfiora il milione di abitanti, che con l’area metropolitana cresce fino a 2,3 milioni. Si affaccia sul Mar dei Caraibi, alla foce del fiume Ozama. Nel 1502 il conquistador Nicolas de Ovando  trasferì il primo nucleo abitato nella posizione in cui sorge oggi la città. Nel suo primo secolo di vita Santo Domingo è stato il punto di partenza di molte esplorazioni nel nuovo mondo. Nel corso dei successivi secoli, diverse traversie hanno gradualmente ridotto l'importanza di questo scalo a favore di altri porti caraibici. Nel 1586 il pirata inglese Francis Drake invase l'intera isola Hispaniola, radendo al suolo la città e liberandola solo dopo il pagamento di un riscatto. Il turismo resta ancora oggi la principale voce del PIL di tutta la Repubblica Dominicana. Le altre attività economiche sono legate ai servizi finanziari (Santo Domingo è il maggior centro finanziario del paese ed uno dei più importanti di tutte le Antille) e a quelle commerciali.

Il Club. L’ITF di Santo Domingo si gioca al Tennis Club La Bocha, nel quartiere che ospita anche il giardino botanico. La struttura ha 10 campi in terra verde all’aperto di cui 4 usati per i match e gli altri per gli allenamenti. All’interno del club c’è anche una gym room, una piscina scoperta, un bar e un ristorante aperto già la mattina presto.

Ticket. Ingresso gratuito per tutto il torneo.

Hotel. Quello ufficiale è BQ Santo Domingo Hotel, destinato principalmente a una clientela di uomini d’affari. La struttura ha 137 camere confortevoli e spaziose, i letti sono queen size, aria condizionata, wifi, cortesi kit, anche se l’arredamento è un po’ datato. Gli ospiti dell’hotel hanno a disposizione, inoltre una terrazza panoramica, con tanto di piscina e vasca idromassaggio. 

Trasporti. Giocatori e officials hanno un servizio di trasportation a disposizione da e per il Club la Bocha. La distanza è di 5 km percorribili mediamente in 10-15 minuti. Per spostarsi a Santo Domingo è conveniente usare i taxi o, se si è da soli, i moto-taxi. In alternativa ci sono i bus del trasporto locale, ma sono affollati e poco puntuali. Più lontano l’aeroporto internazionale di Santo Domingo, a circa 45 minuti di taxi dall’hotel. 

Food & Drink. La cucina di Santo Domingo non si discosta molto da quella caraibica, ricca di carne, riso e pesce. Un piatto tipico è la bandera con riso bianco, fagioli (neri o rossi) e carne. Altra pietanza locale è il locrio, molto simile alla paella spagnola e come dessert il dulche de leche. Si consiglia di cenare da El Conuco, vero ristorante tipico dominicano. All’interno dell’hotel c’è il ristorante Casa Vera con specialità locali e internazionali, un altro è presente nel club La Bocha: qui però il menu è poco vario, anche se le materie prime sono di buona qualità. Per chi vuole cenare italiano, invece, in Centro può andare da “La panza di papà” e mangiare discretamente con pochi pesos.

Francesco D'Amato

Giornalista professionista dal 2003. Dopo aver lavorato per 2 anni a Cagliari nella redazione sportiva di Tiscali, dal 2002 ritorna a Roma dove si è trasferito a 19 anni per frequentare l’università. Nella Capitale cura prima l’ufficio stampa di Acciari Consulting, poi lavora in un’agenzia di stampa parlamentare. Vanta una collaborazione di 15 anni con la Federtennis nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia. Entra in Crionet nel 2009, cogliendo al volo l’opportunità di tornare a occuparsi di tennis a tempo pieno.