Bedene: "Prima la top-50, ma aspiro alla top-ten" [ESCLUSIVO]

by Matteo Grigatti Print This Article

Un personaggio distinto, umile e onesto. Voce mai fuori dal coro, un tennista venuto su con fatica e sudore dalla sua nativa Ljubljana, insieme a suo fratello Andraz, anche lui tennista, che ha poi deciso di interrompere la sua attività per seguire più da vicino suo fratello.

Su Aljaz Bedene la Slovenia aveva puntato molto. Talentuoso e dotato di un gran servizio, nonostante il fisico non al pari dei tennisti della new generation, Aljaz trae grande forza esplosiva dal colpo di inizio gioco. Solido nei due fondamentali, giocati in maniera fluida e lineare, è un giocatore che sa adattarsi bene su tutte le superfici di gioco.

La stagione appena conclusa è stata però un piccolo passo indietro: iniziato l'anno tra i top-100, complici alcuni infortuni, Bedene non è riuscito a trovare il ritmo giusto per salire, chiudendo la stagione al numero 145.

Aljaz, tuttavia, non si è buttato giù. Best ranking nel 2013 intorno al numero 71, sa di poter arrivare molto più in alto e sogna la top-10. La sua pre-season si sta dividendo tra Londra, città dove vive, e la Spagna, a Valencia, dove si è allenato con David Ferrer e Roberto Bautista-Agut, lo spagnolo rivelazione di questa stagione.

Seppur giovane, ne ha già passate tante: nel 2012 rischiò grosso per un problema di appendicite. Un problema agli occhi lo costringerà invece ora a giocare con degli occhiali in stile Tipsarevic. Bedene, in passato seguito anche dall'italiano Pistolesi, è un personaggio intelligente, interessante e mai banale.

Questa l'intervista rilasciata in esclusiva a youtennis.net.

Il tuo 2014, una stagione che hai iniziato bene con un grande torneo al Masters 1000 di Miami, poi il primo infortunio in primavera.

Sì ho cominciato a sentire il dolore al polso sinistro di nuovo (la prima volta nel mese di agosto 2013) ma ho continuato a giocare per un paio di tornei perché volevo raggiungere il main draw del Roland Garros. Questo è stato un errore e per questo sono stato fuori per quasi 2 mesi.

Dopo il rientro, la vittoria a Todi nell'ottava finale vinta su nove, poi una nuova sosta nel mese di settembre ...

Sì, stavo lentamente tornando a trovare un buon ritmo, ma prima di andare a giocare in Asia ho avuto un problema alla gamba. E' stato un brutto infortunio, lo strappo era di 12 centimetri! Per questo motivo, soltanto ora sono pronto a tornare in pista.

Come stai ora e dove si sta facendo la preparazione? 

Mi sento bene e sono motivatissimo, ho fatto la maggior parte del mio pre-season nel Regno Unito e ho avuto una settimana in Spagna con Roberto Bautista e anche un giorno con David Ferrer. Questi sono stati i miei migliori allenamenti di sempre.
 
Quali obiettivi hai per il prossimo anno?

Il mio obiettivo è quello di stare senza infortuni e lavorare duro ogni partita. Se ottengo queste due cose bene posso arrivare nella top-50 o addirittura più in alto.

Con un servizio già incisivo, su cosa senti che devi migliorare di più?

Stavo lavorando molto sulla mia forma fisica e la resistenza, oltre al lato mentale. Naturalmente ho bisogno di molto lavoro sul rovescio e sulla volée. Penso che sarà un buon anno per me.

Hai un best ranking intorno al numero 70, dove ti senti di poter spingere?

So che posso arrivare nei top-10 un giorno in modo continuerò a lavorare per raggiungere tale obiettivo.

Sappiamo che hai fatto anche un cambiamento "visivo", che problema hai avuto agli occhi?

Sì, ho avuto problemi con le mie lenti, c'erano troppe partite in cui me la sono presa per il fastidio, così ho deciso di cambiare per degli occhiali Oakley, con cui mi trovo bene finora.

Qualche tempo fa avevi parlato di un episodio significativo che ti era successo negli Stati Uniti, si può riassumere?

Si, due anni fa ho rischiato grosso. Ho avuto un problema di appendicite durante le qualificazioni degli US Open. Ho giocato un match pesante, l'ho perso con un match point contestato, che si è poi rivelato la mia salvezza. Dopo il match, esausto, sono andato dal dottore e mi ha costretto ad operarmi di appendicite. Ancora poco e sarebbe scoppiata. Se avessi vinto quel match, non sarei andato dal dottore, avrei dovuto poi giocare il giorno dopo, ma non so se la mia appendice avrebbe resistito quella notte.
Da allora, ho capito che tutto accade per una ragione.

Qual è il tuo ricordo più bello della tua carriera?
Il mio ricordo più bello è stato giocare la semifinale di Chennai e battere Wawrinka.

Che cosa è per te il tennis e dove ti vedi tra 10 anni?
Amo giocare a tennis e non riesco a vedere me stesso in qualsiasi altro luogo. Spero dopo il tennis di poter avviare alcune imprese e giocare a golf in un posto dove tutto l'anno è caldo.

Domanda spinosa: vivi a Londra, ma giocherai per la Slovenia. Ti senti deluso o sei pronto a dare il mio meglio per la tua città natale?

Non è una questione facile, preferisco non rispondere adesso, visto che non so ancora cosa accadrà :)

Grazie Aljaz.

Grazie a te.


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L'autore dell'articolo

Matteo Grigatti

Ex giocatore ed appassionato di tennis, lega la sua esperienza nel settore in particolar modo a Fabio Fognini, di cui ne dirige, dal 2007 al 2013, il sito web ufficiale. Porta poi avanti il progetto nel ruolo di vice-direttore del sito stesso, affiancandone la cura dell'immagine in ambito Social Network. Nel frattempo si dedica alla collaborazione con alcune riviste online specializzate quali Tennis.it e la sua edizione cartacea Tennis Oggi. Dal maggio 2014 entra a far parte del team Crionet.